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DISPAA Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell'Ambiente

Valorizzazione ed utilizzazione del germoplasma

Fruttiferi minori: valorizzazione ed utilizzazione del germoplasma

Underutilised fruit tree species: germplasm exploitation and utilisation

Coordinatore  Responsabile scientifico Elvio Bellini

Università di Firenze - Dipartimento di Ortoflorofrutticultura

Collaboratori: Edgardo Giordani, Valter Nencetti, Enzo Picardi, Giovanni Giannelli, Laura Natarelli, Stefania Nin, Rita Perria

Responsabile scientifico: Cristina Bignami

Università della Tuscia - Dipartimento di Produzione Vegetale

Collaboratori: Giampaolo Bertazza, Corrado Cammilli, Valerio Cristofori. Marco Paolocci, Raffaella Roviglioni

Responsabile scientifico: Innocenza Chiessa

Università di Sassari - Economia e Sistemi Arborei

Progetto cofinanziato dal MINISTERO DELL'UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA


Premessa

Il crescente interesse verso i fruttiferi minori del bacino del Mediterraneo può essere ascritto alla loro elevata potenzialità in relazione a diversi aspetti della loro utilizzazione. Tra questi, la produzione di frutti può essere considerata la più importante, data l'esistenza di una apprezzabile domanda nel mercato europeo di frutti "rari". La loro coltivazione inoltre può essere un valido mezzo per diversificare la produzione nella frutticoltura intensiva e per la valorizzazione di aree marginali.

Data la loro rusticità e adattabilità a diverse condizioni pedoclimatiche, la loro coltivazione richiede input energetici minimi e una limitata immissione di antiparassitari nell'ambiente. D'altra parte l'interesse dell'industria chimico-farmaceutica e di quella della trasformazione degli alimenti è dato dalla possibilità di utilizzare nuovi composti naturali e nuove tipologie di derivati.

Un altro aspetto interessante riguarda il valore ornamentale di questo gruppo di specie ed il loro profondo legame con il paesaggio, l'alimentazione e le tradizioni culturali dei paesi mediterranei. Queste specie sono, altresì, una fonte di geni per la resistenza a stress e malattie, i quali possono essere strategicamente rilevanti nell'ambito delle moderne biotecnologie.
Ciò nonostante l'impiego di queste specie è ostacolato da diversi fattori, tra cui si annoverano l'insufficiente caratterizzazione delle accessioni note, la mancanza di selezione e di identificazione varietale, e quindi l'eterogeneità del materiale di propagazione, e l'erosione genetica. Ciò non deve sorprendere dato che raramente le specie minori hanno goduto dell'attenzione a loro dovuta dalle istituzioni scientifiche e dai progetti finalizzati nazionali ed internazionali.
Solo recentemente, mediante l'attuazione del Progetto CE GENRES 29 sulla "Conservazione dei fruttiferi minori in Europa" (1996-99) sono state gettate le basi per una più razionale conservazione e utilizzazione delle pregevoli accessioni finora raccolte.

Obiettivo di questa proposta è quella di promuovere l'uso delle risorse genetiche di fruttiferi minori (azzeruolo, cotogno da frutto, fico, ficodindia e kaki in particolare) mediante l'ulteriore caratterizzazione del germoplasma in collezione in relazione alle potenziali utilizzazioni in campo farmaceutico e dell'industria alimentare e mediante l'identificazione varietale, aspetto che limita ancora oggi notevolmente la diffusione di queste specie. Ciò è in linea con gli attuali indirizzi delle politiche agricole italiane e comunitarie; è anche in rispondenza con l'esigenza di valorizzare le produzioni locali non eccedentarie mediante tecniche sostenibili che rispettino le sempre maggiori esigenze dei consumatori sulla salubrità delle derrate alimentari.

 

 

 
ultimo aggiornamento: 10-Apr-2014
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