Salta gli elementi di navigazione
banner
logo ridotto
logo-salomone
DISPAA Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell'Ambiente

L'AZZERUOLO (Crataegus azarolus L.)

 

L’AZZERUOLO (Crataegus azarolus L.) 

C. Bignami

Università della Tuscia – Dipartimento di Produzione Vegetale

 

SPECIE: Crataegus azarolus L.   -  FAMIGLIA: ROSACEAE 

HABITAT

L’azzeruolo è una pomacea minore appartenente alla famiglia delle Rosaceae, sottofamiglia delle Maloideaeed al genere Crataegus.

Il suo inquadramento sistematico è difficile a causa dell’alto numero di specie affini e dei fenomeni di ibridazione, introgressione, apomissia e poliploidia che conferiscono una notevole complessità morfologica al genere Crataegus. Secondo la revisione del genere Crataegus operata da Christensen (1992) la specie azarolus appartiene al sect. Crataegus, notosect. Crateguineae, series Orientales e include quattro varietà botaniche: azarolus, chlorocarpa, aronia e pontica. Di queste, le prime due sono diffuse nell’area occidentale del bacino del Mediterraneo ed in Italia, mentre la varietà aronia ha una distribuzione più ampia e la varietà pontica è presente in Asia Minore e centrale. C. azarolus var. azarolus ha foglie glabre o subglabre e frutti di colore arancio. Le altre varietà sono caratterizzate da foglie più o meno pubescenti nella pagina inferiore e da frutti gialli, sfumati di rosso (var. aronia e chlorocarpa) o gialli o arancio (var.  pontica). Nelle varietà chlorocarpa e pontica le spine sono rare, mentre sono in genere presenti nelle var. azarolus e aronia.

L’azzeruolo è presente da lunga data nell’area mediterranea e coltivato da secoli  in Italia sia per il  frutto che come pianta ornamentale. I frutti, maturi a settembre-ottobre e simili a piccole mele, erano molto apprezzati nelle tavole rinascimentali per l’aroma ed il gradevole gusto dolce-acidulo e sino al secolo scorso alimentavano in diverse zone italiane un certo commercio. Naturalizzato in alcune regioni, l’azzeruolo è attualmente molto raro in Italia e a rischio di estinzione.

L’area di origine è oggi difficile da definire con esattezza. Generalmente ritenuto originario dell’Asia Minore e centrale,  viene talora  considerato, almeno per alcuni ecotipi, nativo dell’area mediterranea. Attualmente la specie è diffusa dai Paesi del Mediterraneo (nord Africa, Spagna, Italia, sud della Francia, Malta, Creta, Isole dell’Egeo), all’Asia Minore e Iran, sino all’Asia centrale (Turkmenistan, Kazakistan, Uzbekistan, Tagikistan e Kirgizistan).

L’azzeruolo è considerata specie rustica; preferisce clima mite, posizioni soleggiate, suoli ben drenati, teme i terreni eccessivamente argillosi e soggetti a ristagni idrici. Coltivato in passato soprattutto nelle aree costiere della Francia meridionale e dell’Italia settentrionale, nell’Italia meridionale e nelle isole, è tuttavia presente anche in zone a clima più continentale, dove va impiantato in esposizioni favorevoli. La presenza di esemplari di azzeruolo è stata accertata di recente in diverse regioni italiane: Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Lazio, Molise, Campania, Puglia e Sicilia. La specie è dotata di una elevata resistenza alla carenza idrica; alcuni ecotipi sono diffusi anche in steppe aride e climi semi-desertici. Il germogliamento è piuttosto precoce (marzo-inizi di aprile) e può essere danneggiato da ritorni di freddo, mentre la fioritura tardiva (fine aprile-inizi di maggio) sfugge generalmente alle gelate primaverili. L’azione delle condizioni climatiche sulle caratteristiche qualitative del frutto è riconosciuta da tempo: un sufficiente accumulo di calore è infatti ritenuto necessario per ottenere frutti  zuccherini e non eccessivamente acidi, in particolare per la varietà Azzeruolo bianco d’Italia, mentre la varietà Azzeruolo rosso d’Italia è più adattabile.


PIANTA

L’azzeruolo è un piccolo albero o un arbusto deciduo, di lenta crescita, che può raggiungere gli 8-10 m di altezza. La chioma ha forma arrotondata o piramidale ed i rami sono più o meno tomentosi, inermi o con rare spine nelle varietà coltivate.

azz01

Foto 1. L’azzeruolo è pianta di notevole valore ornamentale in parchi e giardini come esemplare isolato, per fioritura, fruttificazione e forma della chioma.

 

azz03

Foto 2 –  L’azzeruolo era spesso piantato in filari lungo le strade delle case di campagna e nei poderi.

azz04

Foto 3 –  Piante di azzeruolo innestate sui biancospini di una siepe.


azz05

Foto 4 – Caratteristiche morfologiche di lamine fogliari e stipole inserite sui rami a legno (a sinistra) e sui rami a frutto (a destra).

 

FOGLIE

Le foglie sono caduche, alterne, più o meno coriacee, con peduncolo breve, dotate di stipole poco persistenti. La forma del lembo fogliare e della stipola varia in dipendenza del tipo di ramo, a legno o a frutto, su cui è inserita. Nel ramo a frutto la lamina è cuneata o arrotondata alla base, lobata, con 1-3 paia di lobi a seconda della varietà. Il margine è pressoché intero o inciso all’apice. La pagina superiore è generalmente quasi glabra, lucida, quella inferiore verde pallido-grigiastro, glabra o pubescente.


FIORI

I fiori sono bianchi, con peduncolo breve e tomentoso, riuniti in numero di 5-25 in corimbi. Il fiore è pentamero, con calice tomentoso, 5 sepali brevi e triangolari, petali arrotondati, 2-3 stili e 16-27 stami. La fioritura si verifica generalmente da fine aprile alla prima quindicina di maggio, scalarmente nel corimbo e nella pianta e con differenze tra le varietà. Fiori e frutti si formano all’apice del germoglio dell’anno, originatosi da una gemma mista; dopo la raccolta dei frutti l’apice dissecca e  una gemma laterale sottostante da origine alla crescita dell’anno successivo.

azz06

Foto 5 - I fiori sono bianchi e riuniti in corimbi in numero di 10-20.

   

azz07

Foto 6 -  I fiori sono pentameri, con calice tomentoso , 5 sepali brevi e triangolari, petali arrotondati, 2-3 stili e 16-2 stami, con antere rosa o giallo-verdastro.

 

azz08

Foto 7 - La fioritura si verifica nelle prime settimane di maggio.


FRUTTO

Il frutto è un pomo sferoidale, sferico-appiattito o quasi piriforme, con diametro di 2-2,7 cm, altezza fino a 3,5 cm, che contiene generalmente 2-3 semi rivestiti da tegumenti spessi e legnosi. Il peso del frutto varia dai 2-3 g ai 10-12 g nelle varietà coltivate. Il colore della buccia va dal giallo pallido al giallo intenso, talora soffuso di rosso, all’arancio-rosso, al rosso. La polpa è dolce, più o meno acidula, succosa, saporita ed aromatica a seconda della varietà. La maturazione si verifica a fine agosto-inizi di ottobre; i frutti possono essere conservati per qualche mese.

 

azz02

Foto 9 - Le azzeruole, simili a piccole mele, erano molto apprezzate nelle tavole rinascimentali e sino al secolo scorso erano oggetto di commercio in diverse zone italiane.

azz09

Foto 10 -  I frutti sono dei piccoli pomi di 2-2.5 cm di diametro, con buccia di colore variabile dal giallo chiaro, all'arancio, al rosso e contenenti 2-3 semi.

   

azz10

Foto 11 -   Foglie e frutti di azzeruolo (a destra) presentano numerose differenze morfologiche rispetto al biancospino (a sinistra).

azz11

Foto 12 -  I frutti dell'azzeruolo (a sinistra ed al centro) sono inseriti all'apice di  brevi germogli dell'anno, originatisi da gemma mista

 


CULTIVAR

Le poche descrizioni pomologiche dei vecchi testi riportano alcuni nomi (in Italia, Azzeruolo rosso d’Italia, Azzeruolo bianco d’Italia, Azzeruolo giallo del Canada; in Spagna, Monstruoso e di Oriuhela; vengono inoltre citate le varietà Julieta e Fruto Blanco), che differiscono soprattutto per le dimensioni e la forma del frutto ed il colore della buccia.

azz12

Foto 13 - Frutti di quattro accessioni di azzeruolo, con differenti caratteristiche di dimensioni, colorazione di buccia e polpa e qualità del frutto.

 


azz13

Foto 14 - Astone di azzeruolo in vaso. La propagazione viene effettuata per innesto, utilizzando il biancospino (Crataegus monogyna L. e C. oxyacantha L.) come portinnesto.

PROPAGAZIONE

L’azzeruolo viene generalmente propagato agamicamente per innesto, così da mantenere invariate le caratteristiche varietali. Il portinnesto più diffuso è il biancospino (Crataegus monogyna L.) che ha ottima affinità e favorisce una precoce entrata in produzione; emette tuttavia numerosi succhioni e polloni e presenta uno sviluppo più limitato rispetto al nesto, con evidente differenza diametrale nei due bionti. Il cotogno viene talora utilizzato dai vivaisti, per la rapida crescita in vivaio, ma le piante hanno vita più breve anche per disaffinità. Il franco è pure impiegato con migliori risultati. L’innesto viene effettuato a triangolo, gemma dormiente o vegetante. La propagazione per seme non è facile. Alcune varietà erano ritenute sterili. La germinabilità dopo stratificazione a 4°C è scarsa ed i semenzali presentano difficoltà di sopravvivenza e lenta crescita. Prove effettuate su ecotipi della Giordania hanno indicato nella stratificazione al freddo per 120 giorni un mezzo per migliorare la germinazione, ma le percentuali ottenute (25%) sono comunque inferiori a quelle di altre specie di Crataegus.


USI

L’azzeruolo è specie multi-funzionale: è infatti pianta ornamentale, da frutto e medicinale. Come pianta decorativa in parchi e giardini unisce ai pregi estetici nelle fasi di fioritura e di maturazione l’edulità del frutto, consumato dall’uomo, ma che può anche avere l’importante funzione di alimentazione dell’avifauna. Come pianta da frutto, è coltivato in frutteti familiari e giardini in esemplari isolati, in filari  o innestato in siepi di biancospino. I frutti possono essere ancora trovati in vendita in settembre ed ottobre, spesso a prezzi da ‘amatore’, nei mercati locali e nei negozi di primizie di alcune città. Vengono talora riproposti come ingredienti di ricette antiche e nuove, come confetture, marmellate e gelatine, insalate e macedonie di frutta; si utilizzano in pasticceria, si conservano sotto spirito e grappa. Le azzeruole consumate fresche sono dissetanti, rinfrescanti, diuretiche e ipotensive; la polpa ha proprietà antianemiche ed oftalminiche per il contenuto di provitamina A. Fiore e frutto contengono principi attivi ad azione cardiotonica, ipotensiva ed antiossidante, similmente al Crataegus monogyna ed oxyacantha. Le potenzialità della specie quale portinnesto per  pero e melo idoneo ad aree aride sono state studiate recentemente.

 

azz15

Foto 15 -  Le azzeruole vengono ancora vendute nei mercati locali e nei negozi più forniti di alcune regioni italiane.

azz16

Foto 16 - Marmellate e gelatine sono alcuni dei prodotti ottenuti dalle azzeruole.

 

azz14

Foto 17 - Piante di azzeruolo in collezione presso l'Azienda Agraria dell'Università della Tuscia, a Viterbo.


 
ultimo aggiornamento: 06-Mar-2017
Unifi Home Page

Inizio pagina