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DISPAA Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell'Ambiente

IL COTOGNO (Cydonia oblonga Miller)

 

IL COTOGNO (Cydonia oblonga Miller)

C. Bignami

Università della Tuscia – Dipartimento di Produzione Vegetale

 

SPECIE: Cydonia oblonga  Miller   -  FAMIGLIA: ROSACEAE

 

HABITAT

Unica specie appartenente al genere, Cydonia oblonga è originaria di una vasta area dell'Asia Minore e del Caucaso. La sua coltivazione è antica ed era nota in epoca greca e romana, come testimoniato dal ricorrere del frutto in riti e miti e dalla sua raffigurazione negli affreschi di Pompei.  Il nome Cydonia trae origine dal nome antico della città cretese di Chania.

In Italia il cotogno è subspontaneo in molte regioni, dove è presente in siepi o come esemplare isolato; viene coltivato per il frutto o ampiamente utilizzato come portinnesto del pero.

La specie ha una buona tolleranza al freddo invernale, è sensibile alla siccità, a causa dell'apparato radicale superficiale, e  teme contenuti di calcare attivo nel suolo superiori al 4-7%.

 

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Foto 1 - Cotogne in vendita a Chania, dal cui nome antico sembra derivi la denominazione Cydonia.


PIANTA

Il cotogno è un arbusto, cespuglio o alberello deciduo, che può essere allevato a monocaule e che raggiunge l’altezza di 4-6 m. I rami sono di colore bruno, tomentosi, inermi, con lenticelle più o meno evidenti.

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Foto 2 - Pianta di cotogno in un ex coltivo dell'Abruzzo.

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Foto 3 - Pianta di cotogno allevata a vaso.

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Foto 4 – Il germogliamento avviene tra la fine di marzo e la metà di aprile. Nei primi stadi di sviluppo le foglie sono rivestite da fitto tomento.

 

 

 

 


 

 

FOGLIE

Le foglie sono caduche, alterne,  di forma variabile a seconda della posizione sul ramo, della vigoria e della cultivar, di colore verde cupo e glabre sulla pagina superiore, verde più chiaro e  più o meno tomentose nella pagina inferiore. La forma del lembo fogliare è obovata, ellittica, ovale o rotonda  a seconda della cultivar, con apice acuto od ottuso. Il margine è intero, dentato o ondulato.


FIORI

I fiori sono bianchi  o rosati, solitari all'apice di corti germogli dell'anno, originatisi da gemme miste. La corolla è grande, con 5 petali di forma variabile (arrotondata, quadrata, rettangolare, ovata od ellittica); il calice ha  5 sepali; l'androceo è composto da  20 stami ed il gineceo da 5 stili e 5 logge ovariche che contengono sino a 90 ovuli che originano semi.  Il diametro del fiore aperto varia dai 3 ai 7 cm a seconda della cultivar. La fioritura si verifica generalmente da fine aprile alla prima quindicina di maggio. Solo alcune cultivar sono autofertili e tutte si avvantaggiano della impollinazione incrociata.

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Foto 5 – La fioritura del cotogno si verifica in genere tra fine aprile e la prima metà di maggio. I fiori sono solitari e terminali, sui ramidell'anno.

   

 

 

 

 


FRUTTO

Il frutto è un pomo di forma variabile da maliforme a piriforme, con buccia di colore verde giallo, che diviene giallo dorato a maturazione, rivestita da un fitto tomento che tende a sparire a piena maturazione e che può essere facilemente rimosso. Il frutto è dotato di fragrante aroma. La polpa, di colore giallo-crema, è dura e granulosa per la presenza di numerose sclereidi, specie in prossimità dei semi. Il sapore piuttosto acido ed astringente rende il frutto non consumabile fresco. La maturazione si verifica da settembre ad ottobre.

 

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Foto 6 - I frutti di cotogno sono pomi rivestiti da un fitto tomento, che si dirada o scompare alla maturazione.

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Foto 7 - I frutti di cotogno presentano forme variabili a seconda della cultivar, che sono state schematizzate da Scaramuzzi (1957).

   

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Foto 8 - Champion, cultivar a frutto maliforme.

 

 


CULTIVAR

La piattaforma varietale potenziale è piuttosto ampia. Circa 30 cultivar e selezioni sono state descritte in Italia. Presso la collezione dell’Istituto di Coltivazioni Arboree dell’Università Cattolica di Piacenza sono conservate 41 cultivar di diversa provenienza. Alcune decine di cultivar e selezioni sono state descritte nei principali Paesi in cui il cotogno viene coltivato. Le accessioni conservate nel National Clonal Germplasm Repository di Corvallis (Oregon), che includono anche selezioni e  semenzali, sono oltre 50.

In Italia la reale disponibilità vivaistica è molto più limitata. In genere sono infatti reperibili in vivaio piante genericamente definite a frutto maliforme o piriforme.

La classificazione delle cultivar viene basata anzitutto sulla forma dei frutti. Cultivar a frutto maliforme sono Del Portogallo, Mollesca, Ronda, Maliforme Tencara, etc. A frutto piriforme sono Di Bazine, Gigante di Vranja, Lescovatz, Di Smirne, De Berecski, etc.

 

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Foto 9 - Frutti piriformi di una accessione individuata in Abruzzo


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Foto 10 - Cotogneto specializzato in Emilia Romagna

PROPAGAZIONE

La propagazione delle cultivar viene generalmente effettuata per innesto sulle selezioni di cotogno BA 29, A, C, comunemente utilizzate come portinnesti del pero. Sono citati quali possibili portinnesti anche biancospino, sorbo e cotogno del Giappone.


USI

La cotogna non viene consumata  fresca, a causa delle caratteristiche di acidità, astringenza e durezza della polpa. Tuttavia le caratteristiche di consistenza, succosità e sapore e, quindi, l’edulità, variano in dipendenza dello stadio di maturazione, dell’ambiente di coltivazione e del genotipo. I frutti vengono prevalentemente indirizzati all’industria di traformazione, che li utilizza  per la preparazione di cotognate, mostarde, gelatine, confetture, liquori, distillati. Possono essere anche usati per produrre vini e sidri, come altre pomacee. Le cotogne vengono anche vendute per l’uso culinario casalingo, che può contare sull’esistenza di un ricco ricettario di dolci e prodotti trasformati a base di questo frutto. Tra gli usi tradizionali, va ricordato quello di porre i frutti nelle stanze o tra la biancheria per profumarle con il loro intenso aroma. La cotogna ha un alto contenuto di pectine. Le mucillagini contenute nei semi contrastano efficacemente la disidratazione dell’epidermide, alleviano la tosse ed i disturbi connessi ai raffreddori, hanno azione antinfiammatoria su mucose, stomaco ed intestino.

Numerose selezioni di cotogno sono ampiamente utilizzate come portinnesti del pero.

 

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Foto 11 - Le cotogne si prestano alla trasformazione casalinga o artigianale in una serie di prodotti: cotognate, mostarde, confetture, gelatine, liquori, distillati, prodotti dolciari.

 

 

 

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Foto 12 -  Collezione di cotogni presso l’Azienda Agraria dell’Università della Tuscia.


 
ultimo aggiornamento: 06-Mar-2017
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